
Con la nuova Legge 12 settembre 2025, n. 131 sono state emanate disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane con novità anche per le società cooperative.
Il contenuto generale della legge
Negli ultimi anni la questione delle aree montane è tornata al centro del dibattito politico e legislativo. Le comunità che vivono in tali territori, infatti, affrontano quotidianamente difficoltà legate allo spopolamento, alla carenza di servizi, alla limitata accessibilità e alle sfide imposte dai cambiamenti climatici. Proprio per rispondere a queste problematiche, è stata approvata una legge nazionale che mira a riconoscere e promuovere lo sviluppo delle zone montane, in attuazione dell’articolo 44 della Costituzione e in coerenza con le politiche europee.
La legge si pone come obiettivo principale la crescita economica e sociale delle aree montane.
Gli interventi
Gli interventi previsti mirano a:
- ridurre le diseguaglianze tra territori montani e non montani;
- garantire ai residenti l’effettivo esercizio dei diritti civili e sociali;
- migliorare l’accesso ai servizi pubblici essenziali (sanità, istruzione, cultura, connessione digitale, mobilità);
- promuovere attività produttive sostenibili come agricoltura, gestione forestale, artigianato, turismo e commercio;
- contrastare la crisi climatica e demografica favorendo il ripopolamento delle zone montane.
Un ruolo centrale è affidato alla Strategia per la Montagna Italiana (SMI), che definisce le priorità di intervento attraverso un Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane.
Questo strumento finanzierà opere infrastrutturali, servizi essenziali e iniziative volte a rafforzare la coesione delle comunità locali.
Le particolarità per le cooperative
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il ruolo delle cooperative considerate attori privilegiati per lo sviluppo sostenibile dei territori montani.
Le principali misure a favore delle cooperative possono essere così sintetizzate:
- Incentivi fiscali per investimenti green
Le cooperative agricole e forestali che operano nei comuni montani avranno diritto a un credito d’imposta pari al 10% sugli investimenti effettuati tra il 2025 e il 2027. Tale incentivo è cumulabile con altre agevolazioni ed è destinato a progetti che generino benefici ambientali e climatici, come la manutenzione del territorio, la tutela dei boschi e la valorizzazione delle risorse naturali.
Nelle aree montane caratterizzate dalla presenza di minoranze linguistiche storiche, il beneficio sale al 20% degli investimenti. - Sostegno alle nuove cooperative giovanili
Un’attenzione particolare è rivolta ai giovani: le cooperative costituite nei comuni montani da soci under 41 potranno beneficiare di un credito d’imposta che riduce in modo significativo la tassazione sul reddito d’impresa. Questo sostegno si applica per i primi tre anni di attività, favorendo l’avvio di nuove realtà economiche, purchè:
- oltre il 50% dei soci sono persone fisiche con meno di 41 anni alla data di avvio dell’attività, oppure
- oltre il 50% del capitale sociale è detenuto da persone fisiche con meno di 41 anni.
Il credito d’imposta:
- si applica per il periodo d’imposta di avvio e per i due anni successivi,
- richiede che l’attività venga svolta per almeno 8 mesi all’anno,
- corrisponde alla differenza tra l’imposta calcolata con aliquote ordinarie e quella calcolata al 15%,
- è riconosciuto fino a un massimo di 100.000 euro,
- rientra in un plafond complessivo di 20 milioni di euro annui a partire dal 2025,
- non è soggetto ai limiti previsti da altre norme sul credito d’imposta.
Le cooperative che avviano una nuova attività nei comuni montani (art. 2, comma 2) con:
- popolazione non superiore a 5.000 abitanti, e
- presenza di una minoranza linguistica storica (legge 482/1999) che rappresenti almeno il 15% dei residenti,
possono beneficiare di un credito d’imposta maggiorato.
Il credito d’imposta:
- vale fino a 150.000 euro,
- corrisponde alla differenza tra l’imposta ordinaria e quella calcolata con aliquota 15%,
- rientra comunque nel tetto complessivo annuo di 20 milioni di euro previsto dalla norma.
Energia rinnovabile e comunità energetiche
La legge riconosce il ruolo delle cooperative nella creazione e gestione delle comunità energetiche rinnovabili anche al fine di destinare una quota del Fondo suindicato per interventi straordinari.
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