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Autonomia inesistente delle cooperative e condanna dell’amministratore del Consorzio

10/06/2024

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 22867 del 06.06.2024, ha confermato la condanna per l’omessa presentazione della dichiarazione IVA all’amministratore di un Consorzio di cooperative che amministrava di fatto una cooperativa consorziata.

I FATTI

Con una sentenza datata 16 dicembre 2022, la Corte di Appello ha confermato la condanna dell’amministratore di un consorzio di cooperative per il reato di omessa presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno 2011, in qualità di amministratore di fatto di una cooperativa consorziata. Egli, infatti, amministratore di fatto della cooperativa, non ha presentato la dichiarazione IVA per l’anno 2011, evadendo imposte per un totale di 871.572 euro. La vicenda rientra in un contesto più ampio di reati tributari, dove tale amministratore è stato considerato promotore e costitutore di un’associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale attraverso una serie di società cooperative.

LA STRUTTURA ELUSIVA

Secondo l’accusa, tale amministratore avrebbe creato un sistema complesso di interposizione fiscale. Avendo amministrato il Consorzio Conseurope per oltre diciotto anni, avrebbe costituito un ulteriore consorzio, denominato H.D.L., per trasformare Conseurope in un soggetto interposto tra le cooperative esecutrici delle commesse. Le società cooperative fatturavano a Conseurope, che a sua volta fatturava a H.D.L., utilizzando compensazioni fiscali per eludere il pagamento delle imposte.

LA DIFESA E LE MOTIVAZIONI DEL RICORSO

L’amministratore del consorzio ha presentato ricorso per cassazione, contestando il ruolo di amministratore di fatto anche della cooperativa attribuitogli dalla Corte di Appello. Ha sostenuto che il controllo esercitato in qualità di capofila del consorzio non si traducesse in un’effettiva gestione della cooperativa. La difesa ha argomentato che l’esercizio del controllo e del coordinamento consortile rientrava nei normali poteri di direzione della capogruppo, e che l’autonomia della  cooperativa fosse stata mantenuta, nonostante l’appartenenza al consorzio.

LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE

La Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso. La Corte ha ribadito che l’amministratore del consorzio, insieme ai suoi collaboratori più stretti, esercitava un effettivo potere gestorio sulla cooperativa, svuotando di fatto i poteri dell’amministratore di diritto, ridotto a un prestanome; essi all’interno del meccanismo elusivo, esercitavano poteri amministrativi e decisionali significativi. Questo “direttorio” non solo gestiva la contabilità della cooperativa, ma curava anche gli aspetti finanziari, il pagamento dei salari, e l’adempimento degli obblighi contributivi, sceglieva personalmente gli amministratori formali, spesso privi di competenze. La Corte ha concluso che l’autonomia della cooperativa era praticamente inesistente, ridotta a funzioni esecutive di basso livello, mentre il vero controllo gestionale era nelle mani dell’amministratore del consorzio.

CONCLUSIONI

La sentenza della Corte di Cassazione conferma la responsabilità penale dell’amministratore del consorzio per l’omessa dichiarazione IVA e l’evasione fiscale, rigettando le argomentazioni difensive e mantenendo la condanna a suo carico.

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